L'espressione

Anche non volendo proporre una recita, quando si sceglie di dare una voce alla parola scritta, non ci si può limitare ad una pronuncia "tecnica", impersonale ed uguale per tutti i testi e tutti i metri. A ciò gioveranno una lieve attenuazione dell’ictus e una libera resa delle cesure per evitare di eseguire una lettura meccanica che può ostacolare la comprensione delle molteplici sfumature del testo poetico. In parte minima ma significativa si può introdurre qualche sfumatura espressiva sentita come necessaria, soprattutto nelle poesie in cui più marcati appaiono certi sentimenti del poeta, siano essi di dolore o di gioia o di semplice ironia.

Volendo aggiungere alcune considerazioni conclusive si può affermare che può essere considerato impossibile coltivare l'illusione di riprodurre la lettura degli antichi, ma non si può, in nome di questa oggettiva impotenza, rinunciare a dare una voce alla poesia correndo il rischio di farne un reperto archeologico di cui fruire a livello di documento scritto. Bisogna provare a leggere la poesia latina come un'opera d'arte capace di comunicare sempre delle vive emozioni, che i giovani d’oggi mostrano ancora di provare ascoltando i capolavori della poesia latina.