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Intorno a Milano ci sono tanti luoghi di straordinario interesse, luoghi d’arte e di storia che riservano tante sorprese. L’abbazia di Viboldone è uno di questi: si trova nel Comune di San Giuliano Milanese a pochi chilometri dalla città, ma è lontana anni luce dalla vita movimentata che si vive nel centro urbano. C’è campagna, spazio aperto, tranquillità, c’è la Vettabbia che scorre veloce nel parco e in primavera il canto degli uccelli riesce a coprire il ronzio del traffico della vicina tangenziale. La sua storia antica è riassunta nei cartelli e ben illustrata nel suo sito internet; quest’anno festeggia il suo 850° anniversario e la sua storia continua anche grazie ai volontari che organizzano eventi e visite guidate.
La passione per la scoperta dei tesori che si trovano a Milano e dintorni mi ha fatto incontrare un’interessante epigrafe in latino scritta sulla facciata di un edificio rurale adiacente all’abbazia.
L’iscrizione è disposta su due livelli e presenta qualche lacuna colmabile grazie ad alcuni moderni siti internet e trova conferme in modelli che risalgono a tempi lontani.
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Indagine biografica sulla vita del fratello minore di Francesco, basata sulle fonti storiche e sulle opere del grande poeta, che a lui si rivolse e che di lui parlò nelle sue Lettere.
La conversazione è dedicata a Gherardo Petrarca, il fratello minore che fece una scelta molto lodata ma non imitata da Francesco, un fratello esemplare, che fu compagno di vita del nostro poeta; cercheremo informazioni su di lui negli studi e nelle (non molte) fonti storiche che lo riguardano; ci serviremo delle opere di Francesco per ricostruire una biografia il meno possibile immaginaria.
Nella pagina seguente potrai visualizzare o scaricare l'invito
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In via Lanzone, all’altezza del N. 30, nei pressi della chiesa di Sant’Ambrogio, si trova la piccola chiesa di S. Agostino in Camminadella, edificio poco appariscente sul cui timpano spezzato campeggia un’iscrizione del XVI sec. che indica questo come il luogo in cui sant’Agostino fu battezzato da Sant’Ambrogio.
L’iscrizione è questa:
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DIVUS AUGUSTINUS |
SANT’AGOSTINO |
Possibile che Agostino sia stato battezzato in questo luogo, vicino alla chiesa di Sant’Ambrogio e lontano dal Duomo? Proviamo a indagare, partendo dalle parole del santo.
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Petrarca aristocratico
Tutti quelli che hanno studiato il latino o che hanno studiato la storia della schiavitù hanno letto la lettera nella quale Seneca parla dei servi (schiavi), che vanno trattati umanamente, perché a questo mondo siamo tutti conservi, esseri umani tutti soggetti al destino.
Francesco Petrarca, in una lettera[1] inviata al fratello Gherardo, ha dei servi una stima molto diversa rispetto quella di Seneca nell’epistola indirizzata a Lucilio[2]. Scopriamo così, con una certa sorpresa, un lato aristocratico della mentalità del grande poeta, allineata con quella delle classi privilegiate del tempo e opposta a quella del filosofo latino, come risulterà rileggendo le parole di questi due grandi autori.
Petrarca prende spunto dai conviviorum gloriosa fastidia (gloriosi fastidi dei conviti), i pranzi ufficiali, durante i quali si chiede: quid non iniuriarum a servis contumeliarumque perpetimur? (cosa non subiamo di offese e ingiurie da parte dei servi?).
E inizia la sua polemica con Seneca dicendo
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Il duomo di Biella che oggi domina l’ampia piazza omonima è un edificio abbastanza recente, che raccoglie l’eredità di un lontano passato, quando la città era piccola e il cristianesimo agli albori. La chiesa più antica dedicata a Santo Stefano fu abbattuta e sostituita dalla chiesa di S. Maria Maggiore (o in Piano) iniziata nel 1402. Anche questa chiesa non c’è più: è stata sostituita nell’ottocento dall’attuale cattedrale, ultimata nel 1926. Il suo interno è molto originale e suggestivo, con affreschi a trompe l’oeil eseguiti da vari artisti, tra cui anche Francesco Gonin, il celebre illustratore del Romanzo manzoniano: le figure sembrano uscire dalla superficie dell’intonaco e l’inganno continua fino a quando ci accostiamo al muro e ci rendiamo conto della sua superficie piatta.
All’interno della facciata del duomo di Biella si trova una lapide scritta in caratteri gotici che ricorda la fondazione di una chiesa… che non c’è più.
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