Quaere

Al grande poeta capitò anche questo: essere definito “del tutto ignorante” da quattro giovani aristocratici veneziani che almeno si degnarono di riconoscere che era però “un brav’uomo”. 

Cosa successe a Venezia al nostro poeta? Lo sapremo dalla voce e dalla penna di Petrarca, che reagì a questa offesa scrivendo quella che fu definita “la più simpatica e la più importante delle operette filosofiche”, il De sui ipsius et multorum ignorantia o De ignorantia, opera non molto conosciuta, che ha un’importanza fondamentale per comprendere le scelte di vita del nostro grande poeta ed ebbe, insieme alle altre opere latine, grande risonanza nella cultura europea.

Ecco un passo che sembra scritto oggi

... a causa del numero e della molteplice varietà della popolazione vi sono molti che, senza cultura alcuna, fanno i giudici e i filosofi. C’è una grande libertà in ogni campo e (direi che questo è l’unico o il peggiore dei mali) una davvero eccessiva libertà di parola: contando su di essa spesso uomini stupidissimi si scagliano contro uomini di chiara fama; anche se gli uomini onesti si indignano, e sono tanti i moderati… l’armata degli stolti è tanto maggiore che lo sdegno dei competenti cade nel vuoto.

E il nome della libertà è tanto dolce che l’impudenza e la sfrontatezza, che sembrano simili alla libertà, piacciono alla gente. Perciò impunemente le civette sfidano l’aquila, i corvi il cigno, le scimmie il leone, i disonesti gli onesti, gli ignoranti i sapienti, i vili i coraggiosi, i malvagi i buoni. E i buoni non si oppongono alla sfrenatezza dei malvagi, perché quelli sono superiori nel numero e nel favore popolare e credono che sia lecito dire qualunque cosa ad essi piaccia dire”.
Sta parlando dei leoni da tastiera dei social di oggi? 😊 No, sono parole tratte dal capitolo V del De sui ipsius et multorum ignorantia.

E se non conoscete Cascina Linterno... venite a scoprirla, ne vale la pena, vi assicuro.