Quaere

L’etica degli antichi

di Luciana Paracchini 

Disegni originali di Annarosa Gargioni 

Iniziamo questo percorso attraverso l’etica degli antichi – nel quale ci facciamo guidare dalla mappa tracciata da Mario Vegetti (L’etica degli antichi, 1989) - introducendo, per maggiore chiarezza, una distinzione tra le definizioni di “morale” e di “etica”. Per morale intendiamo l’insieme di valori e di regole di comportamento condivisi all’interno di un gruppo più o meno vasto, valori e regole tradizionali e spesso impliciti, a cui ci si conforma nel momento della scelta tra possibili condotte diverse e che vengono richiamati quando si tratta di esprimere un giudizio su comportamenti già messi in atto.

Stabilita questa definizione del termine, non vi è dubbio che la delineazione e la riflessione sui valori morali siano tanto antiche quanto il primo documento scritto della cultura greca, l’Iliade.

Aristotele però attribuiva a Socrate (469-399 a.C.) il merito di avere per primo condotto un’indagine intorno alle virtù etiche e di aver tentato di darne definizioni generali. Qui siamo ormai entrati nel campo dell’etica, cioè di una riflessione filosofica che cerca di rispondere a domande quali “che cosa è bene?”, “che cosa è giusto?” in linea generale, e che indaga sulla natura della morale e sulla sua collocazione nel quadro delle attività umane.

Potremmo allora dire che la morale dei Greci è antica quanto la loro società, e Omero ne costituisce la prima testimonianza scritta, mentre l’etica filosofica appare, con completezza e coerenza, con i trattati dello stesso Aristotele; il richiamo aristotelico a Socrate ha tuttavia un senso, poiché Socrate costituisce un punto di svolta, un inizio della riflessione etica.

 L’eroe omerico

In Omero la virtù morale è incarnata nell’eroe. Lasciamo la parola a Vegetti che ne delinea le caratteristiche:

“…poiché l’eroe della società omerica è anzitutto una figura legata a uno status, quello di un’aristocrazia regale e militare, la sua esemplarità non vale evidentemente per tutti, nel senso che l’emulazione è concessa soltanto ai suoi simili per status…chi è dunque l’eroe della “società omerica”, e in che cosa consiste la sua esemplarità morale? Egli è anzitutto il capo di una casata (oikos) che detiene la sovranità su di una comunità umana e sul suo territorio, di solito entrambi assai piccoli…la sola legittimazione della sovranità eroica nella società omerica sta nella sua capacità – da dimostrare ogni volta – di assolvere il suo specifico compito sociale, che è in primo luogo la difesa armata della comunità, e in secondo luogo la difesa strenua del proprio status, del proprio onore…l’eroe è per eccellenza agathos, “buono”, ma il valore di questo termine non ha…nessuna delle connotazioni che un’etica più tarda gli avrebbe attribuito…agathos… vale “nobile” ma anche immediatamente “capace di”, in grado di erogare una prestazione che è in primo luogo guerriera… l’insieme delle prestazioni eccellenti di cui l’agathos è capace costituiscono la sua areté, la sua “virtù”. Anche questo termine va letto al di fuori dei significati attribuitigli dalla riflessione morale più tarda. Si tratta in Omero di… capacità di far prevalere la propria forza su nemici e rivali….Il riconoscimento sociale tributato alla virtù… prende due forme strettamente correlate: la fama (kléos) … il rispetto e l’onore (timé)… per asserire la propria virtù, per difendere il proprio onore in una situazione di crisi, l’eroe è indotto a violare la timé altrui… la perdita della timé dà luogo a due figure irrimediabilmente lesive della condizione eroica, a meno che la vendetta sia prontamente e totalmente consumata: …biasimovergogna

È abbastanza chiaro che la morale dell’eroe non è in grado di superare i conflitti, di appianare le controversie: si pensi al rapporto tra Achille e Agamennone nell’Iliade. In una fase successiva, tra il VII e il V secolo a.C., verranno prospettate due vie, due soluzioni diverse: quella della legge – sia in senso politico-giuridico che in senso morale – e quella dell’anima, del soggetto morale. Nel primo caso, l’anarchia degli eroi dovrà essere superata dalla città e dalle sue leggi; nel secondo caso, l’anarchia degli impulsi e delle passioni dovrà trovare un freno e una regola interiore all’interno dell’io.


Glossario:

casata (oikos), in greco οἶκος, letteralmente “casa” parola con un significato molto ampio che arriva a comprendere la nostra casa comune, l’ambiente; in italiano è il prefisso di molte parole come “economia” ed “ecologia”, con il dittongo “οι” che diventa “e” in italiano.
agathos, “buono”, in greco ἀγαθός
areté, “virtù”, in greco ἀρετή
onore (timé), in greco τιμή
fama (kléos), in greco κλέος