Latinamente.it
  • Domus
    • Articoli
    • Brevia
  • Filosofia
    • Mediateca dal 2009
    • Letture dal 2015
    • Letture multimediali 21-22
    • Letture multimediali 2025
  • Corsi
  • Didattica
  • Contatti
    • Amministratore
    • Mathilda
    • Eugenio Bacchion
    • Cookies
    • Privacy

Marzo Marte Ares

Marzo, il primo mese del calendario romano antico

Per un po’ di tempo marzo fu il primo mese dell’anno nel calendario primitivo che gli antichi romani avevano diviso in dieci mesi; rimase in quella posizione fino al II secolo a.C., quando fu “retrocesso“ al terzo posto, dove si trova tuttora.

Il nome del primo mese dell’anno deriva da [mensis] martius, (< Mars, Martis) in onore del mitico padre di Romolo, fondatore della Città, per ricordare la bellicosità di un popolo che avrebbe creato una delle più grandi civiltà del tempo antico anche grazie al suo potente e organizzato esercito.

Il dio italico Marte è generalmente identificato con il dio greco Ares, figlio di Zeus ed Era, dio della guerra per gli antichi greci. La sovrapposizione però non è perfetta, perché il dio greco era un po’ diverso.

Per comprendere meglio le caratteristiche di questa divinità greca andiamo a rileggere qualche testo antico.

Dettagli
Scritto da Franciscus
Creato: 12 Marzo 2024
Visite: 2212

Leggi tutto: Marzo Marte Ares

Pillole di saggezza - Solone

Il legislatore, politico e scrittore Solone di Atene (638 – 558 a.C.) ci lascia questa breve considerazione (autobiografica) sulla vecchiaia:

γηράσκω δ’αἰεὶ πολλὰ διδασκόμενος[1]
[gherásko d’aiéi pollà didaskómenos]

cioè: “invecchio sempre molte cose imparando”.

Mi piace confrontare questa massima con quella che si legge in una commedia di Terenzio: “Senectus ipsa est morbus”.

Dettagli
Scritto da Franciscus
Creato: 10 Febbraio 2024
Visite: 2684

Leggi tutto: Pillole di saggezza - Solone

Le parole del calendario

Conversazione sulla storia del calendario romano e sull’etimologia delle parole che scandiscono il tempo della nostra vita quotidiana - Conferenza per il Gruppo Archeologico Milanese.

All’inizio dell’anno siamo tutti desiderosi di sapere come andranno le cose, vorremmo organizzarci per affrontare il futuro prossimo, incerto come tutte le cose umane, fioriscono le previsioni astrologiche alle quali non crediamo e che però leggiamo. Più in generale in tutte le civiltà evolute la vita di una comunità si doveva organizzare, doveva trovare dei punti di riferimento nel tempo: nell’immediato, quindi nel giorno, e poi in periodi più lunghi. Oggi scriviamo gli impegni sulle agende (parola latina!) magari quelle virtuali che Google chiama calendari. Daremo un’occhiata curiosa al nostro calendario e alle parole derivate dal latino, che hanno una storia da raccontare.


 

 

Dettagli
Scritto da Franciscus
Creato: 29 Gennaio 2024
Visite: 1407

Il latino nelle poesie di Carlo Porta

Il Sor Carlo (così nomina se stesso) è stato uno dei più grandi poeti dialettali italiani; scriveva in dialetto milanese, perché ai suoi tempi lo parlavano tutti: all’inizio del XIX secolo era la lingua usata anche dai più grandi intellettuali milanesi, Alessandro Manzoni compreso.

Nonostante l’importanza della città di Milano nella storia d’Italia di quel tempo, la sua lingua non andò oltre i confini cittadini, né si propose come lingua nazionale: rimase lingua popolare, con la sua concretezza bonariamente dissacrante.

La grandezza di Carlo Porta è unanimemente riconosciuta, ma l’uso del dialetto[1], condannò la sua opera a una circolazione limitata, destinata a una sempre più ristretta cerchia di lettori nell’Italia prossima all’unificazione anche linguistica. La produzione letteraria di Carlo Porta si colloca all’inizio dell’Ottocento: la città si libera dalla dominazione francese e torna sotto quella austriaca.

In questa sede ci limiteremo a indagare su un aspetto particolare della poesia di Porta: la lingua latina nelle sue poesie. Buona lettura.

Dettagli
Scritto da Franciscus
Creato: 16 Gennaio 2024
Visite: 2443

Leggi tutto: Il latino nelle poesie di Carlo Porta

Colonne infami - La colonna di Monza

La colonna infame di Monza

Qualche anno prima della colonna infame milanese (1630), a Monza, nel quartiere dove sorgevano la chiesa di Santa Margherita (oggi San Maurizio) con l’annesso convento e la casa di Giovanni Paolo degli Osii (lo sciagurato Egidio nel romanzo manzoniano), fu eretta una colonna infame, per ricordare i delitti da lui commessi insieme a Virginia de Leyva (Gertrude nel Romanzo), la celebre Monaca di Monza. 

Lo storico monzese A. F. Frisi ci racconta che l’Osio “soggiacque alla confisca de’ suoi beni e per ordine del Senato di Milano venne demolita nel 1608 la di lui Casa situata sulla piazza del detto Monastero, con l’essersi eretta nell’area di detta Casa una colonna colla statua della Giustizia in memoria del fatto[1]”.

Dettagli
Scritto da Franciscus
Creato: 29 Dicembre 2023
Visite: 2065

Leggi tutto: Colonne infami - La colonna di Monza

  1. Dopo una lunga sosta
  2. Colonne infami – La colonna di Genova
  3. Colonne infami – La colonna di Bari
  4. Vibio Crispo da Vercelli

Pagina 8 di 28

  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12

I più letti

  • LA LETTURA METRICA DELLA POESIA LATINA
  • Scrivere in greco antico con il PC
  • Scrivere in greco - aggiornamento
  • Manuali per studiare la lingua e la letteratura latina
Pubblicazioni
  • Alcune mie pubblicazioni
  • Hyperlatino - il ritorno