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Andare a Bobbio per un amante della cultura classica e dei libri è un’esperienza particolare. Bobbio è un borgo bellissimo in sé, ricco di storia e di leggende e ricco di riferimenti a un passato di libri, cultura e di dedizione allo studio.
Al santo irlandese Colombano dobbiamo la fondazione del monastero; alla sua regola fatta di rigore, lavoro, silenzio e studio dobbiamo la nascita di uno scriptorium e di una biblioteca di enorme importanza per la conservazione dei testi classici latini. Nella regola Colombano diede particolare importanza allo studio e alla scrittura, una raccomandazione rivoluzionaria, che andrebbe ribadita nella società contemporanea, nella quale la scrittura a mano sembra sempre meno praticata.
Per fortuna Colombano, il primo santo europeo[1], non la pensava così e nella terra a lui donata promosse la trasmissione del sapere attraverso la scrittura.
Chi vorrà approfondire lo studio della città, della sua storia, della storia dei Longobardi e della “Montecassino del nord” troverà in rete informazioni complete e di piacevole lettura. Mi permetto solo di mettere un link alla regola che il santo diede ai suoi monaci, e un link al sito straordinario che Marco Stucchi ha dedicato a Bobbio e al suo patrimonio artistico, nel quale si trovano immagini di alto livello qualitativo e tecnico.
Ecco alcune osservazioni minime, piccole cose latine, a partire dal monito dipinto sul portale d’ingresso all’abbazia: TERRIBILIS EST LOCUS ISTE.
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Secondo incontro dedicato alla riedizione, dopo un secolo, del libro di Paolo Bellezza "Curiosità manzoniane", insieme alla collega Elena D'Incerti del Liceo Beccaria.
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Sul timpano del portale di ingresso al grande complesso monumentale della Certosa di Pisa (Calci) c’è un’epigrafe in latino di particolare efficacia: è un anagramma geniale, un gioco di parole che afferma il primato della vita solitaria, la sola capace di dare all’uomo una vita beata.
Si trova in cima alla porta d’ingresso. Ecco la fotografia con la trascrizione del testo
O BEATA SOLITUDO
O SOLA BEATITUDO
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Di un’altra meridiana mi ero già occupato in questo articolo: una frase di Ovidio ornava la chiesa più importante di Arco (TN). Anche a Balocco, un piccolo borgo della campagna piemontese, si possono leggere sagge parole in latino del grande poeta Virgilio. Sulla facciata di un edificio che si affaccia sulla piazza vegliata dall’antico castello c’è una meridiana, semplice e ben esposta al sole, con la scritta fugit irreparabile tempus, “il tempo fugge e non ritorna”.
La riflessione
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Trascritta da mia mamma trovo l’iscrizione latina che si trova in capo al celeberrimo Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa, spiegata insieme ad altre dal bel sito Chi era costui del mio collega Edoardo De Carli a questa pagina. Ecco il testo con qualche osservazione
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