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Un’antichissima tavoletta d’argilla contenente i primi 13 versi del XIV canto dell’Odissea è stata trovata dagli archeologi greci e tedeschi impegnati negli scavi nella zona di Olimpia.

Con un po’ di fretta e di approssimazione ne ha dato notizia il Ministero della Cultura della Grecia, che, cedendo alla tentazione di un certo trionfalismo, aveva definito questo reperto come “probabilmente il più antico reperto scritto del poema omerico”. Dato che la tavoletta risale al III secolo d.C. ed abbiamo papiri più antichi che contengono testi omerici, la definizione va in parte ridimensionata: resta comunque la tavoletta d’argilla più antica contenente testi omerici.

È comunque interessante la piccola discussione tra il Ministero greco e il quotidiano La Repubblica, che si può ricostruire partendo dal primo annuncio del Ministero greco Εύρεση πήλινης πλάκας στην περιοχή της Ολυμπίας, η οποία διασώζει 13 στίχους της ξ Ραψωδίας της Οδύσσειας. H πήλινη πλάκα διασώζει ίσως το παλαιότερο σωζόμενο γραπτό απόσπασμα των Ομηρικών Επών (Scoperta una tavoletta di argilla nella zona di Olimpia, che conserva 13 versi della Rapsodia XIV dell'Odissea. La tavoletta di argilla probabilmente conserva il più antico frammento dell’epica omerica) per arrivare all’articolo del quotidiano italiano, il più completo nell’informazione. 

Resta la curiosità dei cultori della letteratura classica di conoscere il testo esatto, per fare un confronto con l’edizione corrente. Cimentandomi con la parte leggibile dell’immagine riportata da Twitter e aiutandomi con il testo stampato, riesco a leggere il verso 13, ma restiamo in attesa di un articolo specifico sull’argomento.

ἔντοσθεν δ᾽ αὐλῆς συφεοὺς δυοκαίδεκα ποίει

“e dentro il recinto aveva creato dodici porcili”

 

Ad maiora

 

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