Breve storia della scrittura del greco antico con il computer

I caratteri greci furono sentiti come indispensabili fin dall'inizio della storia della comunicazione a mezzo computer, per motivi scientifici più che per motivi linguistici. Nella tabella ASCII non potevano mancare le lettere che erano usate nei calcoli matematici più comuni. Fra le serie di caratteri disponibili nei sistemi operativi vi era Symbol, un alfabeto greco comprendente solo i grafemi utilizzati in matematica. Non c'erano lettere accentate, né spiriti.

Per molti anni chi voleva scrivere in greco si dovette accontentare di questo strumento molto imperfetto, che necessitava di un'integrazione degna di un amanuense: i segni diacritici si potevano solo aggiungere a penna. Veniva commesso un vero e proprio delitto tipografico, linguistico e informatico, soltanto per motivi genetici: il computer non era nato come strumento linguistico; era uno strumento di calcolo usato in modo ancora improprio in ambito linguistico.

L'introduzione di una tabella di caratteri ASCII estesa produsse buoni effetti solo per l'ortografia delle lingue basate sull'alfabeto latino, ma non ebbe nessun effetto per l'ortografia del greco antico, che aveva bisogno di "combinare" caratteri alfabetici e segni diacritici. Era inammissibile che si dovessero aggiungere a penna i segni che il computer non permetteva di "scrivere".

Nacquero in successione abbastanza rapida delle soluzioni pratiche, che produssero una proliferazione abnorme di font. Gli inventori si sbizzarrirono nel creare caratteri greci di grande eleganza, usando programmi di elaborazione grafica delicati. Ogni lettera si poteva "combinare" con i segni diacritici grazie a "istruzioni" integrative: per esempio digitando sulla tastiera "a" seguita da una ")" si otteneva sullo schermo, e poi nella stampa, un'alfa con lo spirito dolce.

Sorsero ben presto problemi di comunicazione:

  • ciò che si scriveva con un computer poteva essere letto solo da un computer dotato della stessa serie di caratteri
  • i comandi per scrivere con un font erano validi solo per quella serie di caratteri e non corrispondevano agli altri
  • la proliferazione di font (la mia collezione ne annovera una trentina) moltiplicava le difficoltà a chi doveva scrivere per professione.

In pratica ognuno si abituava a scrivere usando la propria serie di caratteri preferita, si abituava a certi automatismi che rendevano spedita la scrittura e producevano un buon risultato stampato. Tornare a risultati stampati era un passo indietro. Se una A dell'alfabeto latino esprimeva un codice numerico unico in tutti i computer, un'alfa con spirito aspro, accento grave e iota sottoscritta era espressa con successioni di caratteri diverse a seconda del font utilizzato e non era sempre facile il riutilizzo di un testo. Questo dipendeva da un equivoco di base: tutti dovevano ricorrere a degli espedienti perché l'informatica non aveva strumenti adeguati da proporre.