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Un motto che viene da lontano

Nello stemma della città di Parigi, l’antica Lutetia, compare una nave sormontata dal motto latino che è simbolo di una città e di una civiltà che non si arrendono. Con queste due righe di approfondimento intendo onorare le vittime: la nostra civiltà fatta di vita, studio, conoscenza e libertà ci spinge a continuare nelle nostre normali attività.

Il battello dello stemma di Parigi, che “ondeggia ma non affonda”…

 

Il battello dello stemma di Parigi, che “ondeggia ma non affonda”, è simbolo della flotta mercantile francese e compare in numerose monete del XVI secolo. Nel 1853 è stato adottato come emblema della città dal barone Haussmann, allora prefetto di Parigi[1]. La fonte più autorevole che ho trovato sull’adozione ufficiale di questo motto è un saggio di Henri Tousin[2] direttamente raggiungibile da questo link.

La metafora della nave affonda le radici nella cultura greco-latina ed è presente anche nella tradizione cristiana attraverso il Vangelo: la nave su cui si sono imbarcati gli apostoli con Gesù è in balia della tempesta, gli apostoli hanno paura e svegliano il Maestro che dorme. Gesù calma le acque e rimprovera gli apostoli[3].

Nella Vulgata la nave è chiamata navicula (Mt) o navis (Mc e Lc). Metaforicamente la nave di Pietro, cioè la Chiesa, rischia di affondare a causa della poca fede dei discepoli.

Per arrivare al motto parigino dobbiamo fare due passaggi: trovare il legame tra la Chiesa (navicula Petri) e la Francia e trovare una frase che abbia avuto la funzione di modello.

Il legame tra la Francia e la Chiesa

Molti secoli dopo , negli Annali Ecclesiastici del cardinale Cesare Baronio (1538 – 1607), la storia di Roma è legata a quella della Francia con un artificio retorico. Grazie alla digitalizzazione fatta da Google libri, possiamo leggere nel Compendium Annalium Ecclesiasticorum (Praga 1736) come sia “logico” l’antico vincolo che lega la Francia a Roma attraverso l’antico popolo dei Remi. Per lo stesso motivo la Francia lega il suo destino a quello della Chiesa e della navicula Petri: “Remi et Remigii iungendi sunt Romae, id nomen, id ratio rei exigit et nominis; Remi Naviculae Francia per Remigium jungenda” … “nulla ventorum violentia, nulla disputationum vis… solvere praevalebunt Remos a Rate, Francos a Roma” [4].

Un possibile modello del motto

Il modello più antico che ho trovato è un distico che il papa Alessandro III inviò all’imperatore Federico Barbarossa (Fridericus Aenobarbus); siamo nella seconda metà del XII secolo.

Niteris in cassum navem submergere Petri :

fluctuat, ast numquam mergitur ista ratis[5].

 

Se qualcuno avrà voglia di contribuire ad arricchire questa piccola ricerca…

 

 

[1] Numerose fonti in Internet ci danno queste elementari informazioni; tra queste il blog Italiani a Parigi e le voci di Wikipedia in inglese (aggiornata ai recenti fatti) e in italiano.

[2] Tausin, Henri (1914) - Les Devises des villes de France,leur origine, leur historique, avec les descriptions des armoiries [The mottos of French towns: their origins and history, with descriptions of their coats of arms]. Paris: Éditions Honoré Champion. pp. 128–130.

[3] Mt 8,23, Mc 4, 35, Lc 8, 22.

[4] Tratto dall’Elogium (vel paraenesis) del Sanctus Remigius Remus, Rhemensis, Episcopus, Francorum Apostolus, Compendium in Annalium Ecclesiasticorum Cardinalis Caesaris Baronii; tomus secundus.  

[5] Numerose le fonti che riportano questo distico, fra cui Epigrammata disticha poetarum latinorum, veterum et recentum nobiliora. Questo link porterà alla pagina esatta.

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