Mediolani

Con la prossima lettura, la quarta dedicata a Omero, si conclude il ciclo delle letture multimediali tenute quest'anno per il Circolo Ricreativo Culturale Al 77, con il quale collaboro da anni.

L'impresa non è stata semplice: bisognava contenere i tempi e adeguare il ritmo della narrazione alla sensibilità moderna, per la quale alcune digressioni e alcuni rituali dell'epica antica risultano poco comprensibili. Così è nato un testo abbastanza nuovo, una specie di riassunto poetico che, fino ad ora, ha riscosso i consensi del mio affezionato pubblico, al quale fin da ora vanno i miei ringraziamenti. 

Le versioni testuali alle quali ho attinto sono state quelle di Ippolito Pindemonte e di Rosa Calzecchi Onesti: la prima caratterizzata da un registro poetico alto, un lessico arcaico e raffinato, affascinante per la sua musicalità e la sincera adesione al registro epico antico; la seconda caratterizzata da rigore filologico tradotto in forma alta e dignitosa, aderente anche nell'andamento e nella disposizione delle parole alle modalità espressive omeriche. 

 

 


Ho modificato qualche parola, ho cambiato qualche costruzione, ho inserito passi tradotti da me, perché i testi risultassero comprensibili e piacevoli insieme e la vicenda narrata risultasse avvincente. Ho conservato i nomi latini (Ulisse, Nettuno, Minerva...) e i nomi greci (Odisseo, Poseidone, Atena...) delle versioni degli autori di riferimento, per far cogliere meglio al pubblico i due registri poetici diversi e fare esercizio di elasticità mentale, che non deve mancare in chi si accosta ai testi antichi. Non ho nemmeno fatto mancare qualche frase greca, per far risuonare una delle mie lingue predilette e suggerire qualche parentela con la nostra lingua italiana. 

Non ho risolto il dilemma della pronuncia di Odisseo: sdrucciola (Odìsseo) o piana (Odissèo)?  Propendo per la pronuncia piana concordando con l'osservazione di Pietro Janni "Odìsseo è immaginario perché i Latini hanno sempre detto Ulìxes, non Odysseus" (Il nostro greco quotidiano, pag. 46), però si può considerare accettabile anche la pronuncia sdrucciola; non c'è motivo di lanciare anatemi contro chi pronuncia diversamente.

Quanto alla formula che mi sono inventato e della quale vado fiero, quella della lettura multimediale, ho visto che è ancora gradita e oggi è sempre più diffusa e quindi continuerò ad utilizzarla anche l'anno prossimo, con un tema... che devo ancora decidere.

Merita una particolare citazione il duo chitarristico Abraca, costituito dai giovani maestri Valentina Valente e Gabriele Sardo, che il pubblico ha seguito con affetto e interesse, non solo per la bravura tecnica e la simpatia, ma anche per la capacità di far apprezzare la musica antica e contemporanea, con aperture significative all'esecuzione di versioni chitarristiche ispirate a brani di musica rock.

Appuntamento martedì 14 maggio 2019 alle ore 21 nella sala polifunzionale della Cooperativa Delta Ecopolis, Via Sapri 79 a Milano.

Categoria: Letture 2019

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