La Fama di Virgilio e i moderni “social”

Vedendo la velocità con cui si diffondono, soprattutto grazie ai social, le notizie false insieme a quelle vere, mi è venuto in mente un bel passo di Virgilio, che può costituire una degna conclusione dell’attività di quest’anno.
La Fama virgiliana è un mostro piumato, con innumerevoli occhi, orecchie e lingue: è velocissimo, non dorme mai e gode nel diffondere notizie false e vere.

Ecco i versi virgiliani (Aen, IV, 173 - 190) con una mia traduzione

 

 

 

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Notizie

Monasterium sine libris (Il latino del Nome della Rosa - 3)

Nel capitolo dedicato all’Ora Terza del primo giorno troviamo ancora numerose frasi in latino, ma, prima di continuare nella nostra disamina, devo fare un’operazione urgente: cambiare l’edizione del romanzo! Stavo seguendo un’edizione cartonata, esteticamente bella (CDE - 1980), quando - horrribile visu! - mi sono imbattuto in uno sgrammaticatissimo “coram monachos”. Vado a verificare su un’altra edizione e trovo l’espressione corretta “coram monachis”. Dato che questa stessa edizione riporta anche la parola “pelle”, di cui avevo biasimato la mancanza nella seconda puntata di queste noterelle, decido di lasciare per sempre l’edizione CDE e di seguire la tascabile di Bompiani, che riporta i testi latini con maggior precisione.

In quest’ultima parte del capitolo troviamo due brevi espressioni:

Una nuova opera di Apuleio?

Un articolo di Gregory Hays, pubblicato nel N. 5093 del 20 maggio 2016 di TLS, il supplemento del Times dedicato alla letteratura, annuncia la possibile scoperta del terzo libro perduto del De Platone et eius dogmate di Apuleio (circa 120 d.C. – post 170). Sembra incredibile che si possano scoprire ancora oggi delle nuove opere degli autori antichi, eppure queste scoperte sono rese possibili da una fonte che ultimamente ha prodotto notevoli risultati: la rilettura attenta dei manoscritti medievali inesplorati.

Un manoscritto appartenuto alla regina Cristina di Svezia (XVII sec.) oggi nella Biblioteca Vaticana, contiene un'opera fino ad oggi inedita, che, sulla scorta di un'annotazione scritta alla fine del secondo libro del De Platone, potrebbe essere il terzo libro dell'opera apuleiana.

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Notizie in breve

Maturità 2017 - Una nota da correggere

Dopo le famigerate "traccie", che non sono sfuggite al popolo della rete, mi permetto di far notare un dettaglio che riguarda la prima traccia, a mio parere ottima come scelta e ben redatta. La nota 3 non spiega correttamente il testo di Caproni. Il verbo fulminare, riferito a un pesce e a un fiume, allude alla pesca di frodo realizzata con una scossa elettrica, una pratica che può forse rendere (per profitto vile), ma è un reato ed è anche pericolosa. Una nota meno generica avrebbe dato ai maturandi un elemento in più di riflessione.

Archeologia ad Amheida

Lavorare oggi in un ambiente ostile all’archeologia è ancora possibile, anche se pericoloso. Ne parla Alan Bowman su TLS di marzo nella recensione del libro di Roger Bagnall et al. “An oasis city” – NYUP. Il libro parla di pitture risalenti al IV sec. d.C. scoperte nella casa di Serenos a Trimithis, nell’oasi di Dakhla, nel profondo Egitto, a 300 km. da Luxor. Sul sito archeologico si può leggere qui un articolo corredato da immagini.

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