Incipe parve puer... Virgilio aveva ragione?

Un recente studio di alcuni esperti di ottica e psicologia svedesi ha individuato le caratteristiche della vista dei neonati, giungendo a risultati molto interessanti e utili, soprattutto ai genitori. Quando ho letto la notizia che la vista molto imprecisa dei neonati è in grado di riconoscere (da vicino) le espressioni del volto umano, in particolare il sorriso, mi sono venute in mente le parole di Virgilio

  1. Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem (Ecl. IV, 60)
  2. Qui l'articolo

Mi piace molto l'idea che i risultati di una ricerca scientifica moderna siano stati anticipati dalla sensibilità di un poeta, però facciamo un breve controllo.

Il verso virgiliano è interpretato in due modi, che dipendono dal valore attribuito all'ablativo strumentale risu ("sorriso").
Il sorriso del bambino è il mezzo con cui il bambino mostra di riconoscere la madre o è il mezzo con cui la madre viene riconosciuta?
La traduzione migliore è "dal sorriso" o "sorridendo"?

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Aspetti culturali del cibo nella letteratura di Roma antica

Nel numero 8 della rivista Nuova Secondaria, all'interno del dossier "Il cibo nel mondo antico", compare un mio articolo che affronta un argomento di attualità, considerando il tema di EXPO 2015. I grandi autori non si interessarono del cibo come noi, ma in molte opere si trovano dei dettagli che ci fanno comprendere quali valori potessero assumere i cibi per gli antichi. Ci sono diversità e affinità che vi invito a leggere direttamente.

Se poi qualcuno vorrà farmi pervenire qualche riflessione lo ringrazierò. L'articolo si può scaricare qui. Buona lettura!

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Brevia

Presentazione libro di Paola Varalli

Un giallo ambientato fra le strade e nei luoghi del Municipio 8 di Milano, che vede come protagoniste due amiche intraprendenti e curiose. L'autrice segue percorsi diversi da quelli che di solito caratterizzano il genere: niente sesso, sangue e violenza, ma tanta amicizia, qualche sorriso e tanti spunti per riflettere sulle relazioni umane che incrociano la nostra vita. 

Carducci - dopo la lettura

La presenza di una trentina di persone riunitesi per la serata dedicata a Giosuè Carducci è stata davvero confortante. Vorrei complimentarmi pubblicamente con tutti i presenti. Non è sempre facile vincere la pigrizia del dopo cena e affrontare il freddo di questi giorni per incontrare il poeta “professore”, che non gode ultimamente di grande popolarità. Eppure Carducci è un amico “di un tempo migliore”, ho visto negli occhi dei presenti risvegliarsi i ricordi non solo scolastici al suono di quei versi robusti e chiari, composti da un personaggio di grande levatura culturale. Un’oretta trascorsa fra immagini di vita e di luoghi, allietata da una musica moderna eseguita con perizia dal duo chitarristico Valentina Valente / Gabriele Sardo, il racconto, per sommi capi, di una vita intensa, vissuta in un periodo cruciale per la storia d’Italia e la recita di alcune poesie.

Grazie al pubblico presente. Arrivederci al prossimo martedì 20 marzo, con la poesia di Giovanni Pascoli.

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