Fluctuat nec mergitur

Un motto che viene da lontano

Nello stemma della città di Parigi, l’antica Lutetia, compare una nave sormontata dal motto latino che è simbolo di una città e di una civiltà che non si arrendono. Con queste due righe di approfondimento intendo onorare le vittime: la nostra civiltà fatta di vita, studio, conoscenza e libertà ci spinge a continuare nelle nostre normali attività.

Il battello dello stemma di Parigi, che “ondeggia ma non affonda”…

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Il latino di Vitali


Anche nell’ultimo libro di Vitali (in collaborazione con Picozzi) il latino occupa un piccolo spazio che offre interessanti spunti di riflessione.

Nel cap. 2 (pag. 11) una delle protagoniste, la giovane medium Birce, torna a casa dopo una delle sue inspiegabili passeggiate solitarie, accompagnata dalla Perseghèta, una compaesana.

La Perseghèta, uno dei tanti fantasiosi nomi che solo la fantasia di Vitali sa inventare, racconta che Birce “alle sue domande aveva risposto in una lingua che sembrava quella del prete in chiesa”. Latino. Il latino viene sentito dai parrocchiani come una lingua da collegare alla chiesa, alta, inarrivabile e misteriosa, che suscita soggezione.

Nel cap. 21 (pag. 52) il rettore del santuario...

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Il mondo latino di Crypto


Come spesso succede nei libri di Dan Brown, anche nel romanzo Crypto (titolo originale Digital Fortress, 1998, pubblicato in italiano nel 2006 da Mondadori) la cultura classica e la lingua latina hanno un loro piccolo spazio, che ora andiamo a esplorare.

  • Susan, crittologa, la protagonista femminile, spiega che “Cesare era stato il primo nella storia a scrivere in codice”. L’affermazione non è esatta, poiché sappiamo che nel mondo classico, gli Spartani...

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Notizie in breve

Maturità 2017 - Una nota da correggere

Dopo le famigerate "traccie", che non sono sfuggite al popolo della rete, mi permetto di far notare un dettaglio che riguarda la prima traccia, a mio parere ottima come scelta e ben redatta. La nota 3 non spiega correttamente il testo di Caproni. Il verbo fulminare, riferito a un pesce e a un fiume, allude alla pesca di frodo realizzata con una scossa elettrica, una pratica che può forse rendere (per profitto vile), ma è un reato ed è anche pericolosa. Una nota meno generica avrebbe dato ai maturandi un elemento in più di riflessione.

Archeologia ad Amheida

Lavorare oggi in un ambiente ostile all’archeologia è ancora possibile, anche se pericoloso. Ne parla Alan Bowman su TLS di marzo nella recensione del libro di Roger Bagnall et al. “An oasis city” – NYUP. Il libro parla di pitture risalenti al IV sec. d.C. scoperte nella casa di Serenos a Trimithis, nell’oasi di Dakhla, nel profondo Egitto, a 300 km. da Luxor. Sul sito archeologico si può leggere qui un articolo corredato da immagini.

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