Il Nome della Rosa e il latino di Umberto Eco

Premessa

La recente scomparsa del grande Umberto Eco mi ha fatto ripensare all'importanza della lingua latina nell’immensa cultura del grande intellettuale. Ho intenzione di fare qualche indagine su alcuni dei numerosi passi in lingua latina presenti nel romanzo. So che alcuni li hanno saltati, però sono molto interessanti sotto diversi punti di vista. Se qualcuno avrà voglia di leggere queste noterelle e troverà qualcosa di interessante gli sarò grato, se poi mi vorrà inviare considerazioni o approfondimenti, gli sarò due volte grato. Andando in ordine partiremo dal Magister Alanus de (o ab) insulis

Primo giorno - prima

In questo capitolo Guglielmo dice ad Adso “Alano delle Isole diceva che
Omnis mundi creatura
quasi liber et pictura
nobis est in speculum
e pensava alla inesausta riserva di simboli con cui Dio, attraverso le sue creature, ci parla della vita eterna.”

Alano delle Isole (latine: Alanus ab Insulis) o Alano di Lilla (fr. Alain de l’Isle) fu Doctor Universalis di grande fama per la sua cultura teologica e umanistica, vissuto nel XIII sec. (circa 1120 - 1203), autore di numerosissime opere dottrinarie nelle quali compaiono poesie in metri vari, composte con arte e gusto.

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Notizie

Nuntii per gli iscritti al sito

A tutti gli iscritti al sito Latinamente

Nessun mese è più propizio di aprile per introdurre una novità. Quindi, sperando che vi faccia piacere, vi presento i Nuntii che invierò periodicamente e con senso della misura (est modus in rebus), per divulgare alcune notizie pubblicate sul sito o alcune iniziative culturali.

Il sito gradisce segnalazioni, contributi e a collaborazioni. Potrete cancellarvi dalla lista, oppure divulgare fra gli amici l’esistenza di questi Nuntii appena nati. Approfittatene per curiosare nel sito.

Un cordiale saluto dal Magister e… buona lettura!

Notizie

Catullo: è primavera

Siamo nel 56 a.C., Catullo si trova a Nicea, capitale della Bitinia, al seguito del pretore Caio Memmio. All’arrivo della primavera sente il desiderio vivo di viaggiare, di vedere le città della Ionia dove fiorì la civiltà greca. Addio amici cari, tornate pure a casa! La mia mentre pregusta il viaggio e i miei piedi scalpitano.

Iam ver egelidos refert tepores,
iam caeli furor aequinoctialis
iucundis Zephyri silescit aureis.
Linquantur Phrygii, Catulle, campi
Nicaeaeque ager uber aestuosae:
ad claras Asiae volemus urbes.
Iam mens praetrepidans avet vagari,
iam laeti studio pedes vigescunt.
O dulces comitum valete coetus,
longe quos simul a domo profectos
diversae variae viae reportant.

Primavera riporta già il tepore del disgelo,
già la furia del clima equinoziale
tace al dolce soffio di Zefiro.
Catullo, lasciamo i campi di Frigia
e la ricca terra della tempestosa Nicea:
voliamo alle illustri città dell’Asia!
Il cuore già si pregusta il viaggio,
scalpitano già i piedi di felicità.
Cara compagnia di amici, addio,
partiste insieme da patrie lontane,
per vie diverse a casa tornerete.

C. XLVI

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Notizie in breve

Maturità 2017 - Una nota da correggere

Dopo le famigerate "traccie", che non sono sfuggite al popolo della rete, mi permetto di far notare un dettaglio che riguarda la prima traccia, a mio parere ottima come scelta e ben redatta. La nota 3 non spiega correttamente il testo di Caproni. Il verbo fulminare, riferito a un pesce e a un fiume, allude alla pesca di frodo realizzata con una scossa elettrica, una pratica che può forse rendere (per profitto vile), ma è un reato ed è anche pericolosa. Una nota meno generica avrebbe dato ai maturandi un elemento in più di riflessione.

Archeologia ad Amheida

Lavorare oggi in un ambiente ostile all’archeologia è ancora possibile, anche se pericoloso. Ne parla Alan Bowman su TLS di marzo nella recensione del libro di Roger Bagnall et al. “An oasis city” – NYUP. Il libro parla di pitture risalenti al IV sec. d.C. scoperte nella casa di Serenos a Trimithis, nell’oasi di Dakhla, nel profondo Egitto, a 300 km. da Luxor. Sul sito archeologico si può leggere qui un articolo corredato da immagini.

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